Giudizio Negativo sul Bilancio Amministrazione di Lucca

Roberta Bianchi

Consigliera Comunale Federazione della Sinistra

Comune di Lucca

Non voglio addentrarmi in numeri o conti  che non sono il mio terreno, ma parlando di bilanci voglio mettere in evidenza alcune criticità rispetto alle politiche portata avanti da questa Amministrazione. E voglio partire dagli aspetti che più mi stanno a cuore.

Parto dalle Residenze sanitarie. Questa Amministrazione ha deciso di affidare in concessione due delle tre case di riposo del Comune: la Pia Casa e Monte San Quirico, e avrebbe in programma di fare lo stesso con la residenza S. Maria, che per il momento è rimasta fuori perchè prima si dovevano risolvere alcuni  problemi strutturali. Mai le Amministrazioni precedenti di centro destra avevano fatto una simile scelta, che di fatto mette in mano ai privati la gestione completa delle strutture, dei servizi, del personale. Contro questa scelta  si sono battuti cittadini, parenti degli anziani, lavoratori e lavoratrici, sindacati, anche perchè il budget messo a disposizione non garantiva in alcun modo il mantenimento della qualità dei servizi, nè il mantenimento dei posti di lavoro la cui diminuzione risale, se non vado errata, a 15 unità.

L’Amministrazione è stata sorda a qualsiasi richiesta, tanto che il Sindaco, in occasione di un Consiglio aperto, fu categorico: la decisione è presa e non si torna indietro” e così i dipendenti e i familiari presenti se ne andarono indignatissimi.

Non dimentichiamo inoltre che sia i Sindacati, che io personalmente, avevamo segnalato all’Amministrazione che la Cooperativa l’Agorà d’Italia, che si era aggiudicata l’appalto, aveva diversi contenziosi in altre città perchè non pagava i dipendenti, ma anche questa segnalazione non aveva avuto riscontro. Poi la prima cooperativa esclusa ha fatto ricorso e l’ha vinto, proprio per i motivi che noi avevamo segnalato. L’Amministrazione, pervicacemente ostinata nelle proprie convinzioni, si era schierata nel ricorso a sostegno dell’Agorà d’Italia. Vorremmo sapere quanto ci è costata questa superficialità e questa  incompetenza.

Altra questione l’assistenza domiciliare. Anche in questo caso si è fatto un appalto minimo che non garantisce il mantenimento dei servizi e penalizza il personale.  In più come ho detto, in un precedente Consiglio comunale, agli operatori che devono entrare nel centro storico non è stato concesso il permesso  per transitare oltre i varchi, per cui molti di loro, non sapendo che il permesso non era stato rinnovato, hanno preso multe a raffica. Mi auguro che almeno questa situazione sia definita in tempi brevi.

Ed ancora sempre riguardo ai servizi, l’Amministrazione ha indetto un bando per la gestione degli asili nido. Anche in questo caso la scelta è stata infelice in quanto il bando è stato suddiviso in lotti diversi, con il rischio di frammentazione del servizio. Abbiamo appreso, ma non dall’Amministrazione che ha ritenuto di non dover informare il Consiglio comunale, che per tutti gli asili ha vinto una sola cooperativa, il che ci fa ovviamente piacere, per garantire appunto quella omogenità del servizio che  noi chiedevamo. Ciò non toglie che   questo non risolve il problema della diminuzione di ore per il personale, che il bando così come congegnato,  comporta.  E naturalmente meno ore  corrisponde a meno servizi offerti o minor qualità del servizio stesso.

Sempre relativamente agli asili nido vorrei far rilevare che il centro storico non ha più un asilo nido. Infatti a seguito dell’emanazione del bando di cui parlavo sono stati fatti dei controlli anche sulle strutture ed è emerso che Piazzale Verdi presentava dei problemi di sicurezza e quindi andava chiuso. I genitori sono stati informati solo in ritardo di questa situazione, con gravi difficoltà per alcuni perchè il nido è stato spostato a Sant’Anna. Erano state date assicurazioni ai genitori stessi che entro tre mesi tutto sarebbe andato a posto ed invece non si sa nemmeno se i lavori sono partiti. Naturalmente senza sicurezze sul futuro chi iscriverà i propri figli a questo nido? Così chiuderà definitivamente e il problema sarà risolto alla radice. Vorrei far notare che questo asilo era l’unico che funzionava ancora con dipendenti comunali.

In merito ai servizi di scuolabus, ho avuto modo di ascoltare un  Sinti candidato in una delle liste che appoggiano Tambellini, che diceva che i bambini rom viaggiano su pulmini a parte, che stanno sul pulmino anche due oree quindi perdono ore di scuola. Non ho mai saputo di questo problema, che se fosse confermato sarebbe di una gravità inaudita, e quindi vorrei che fosse chiarito se ciò corrisponde a verità. Ultimamente sono state approvate alcune modifiche al regolamento di trasporto scolastico e da nessuna parte è venuto fuori un problema del genere.

Rispetto ai servizi offerti vorrei solo accennare alle attività estive. Dall’ anno passato questa Amministrazione ha scelto di dare dei soldi direttamente alle famiglie i cui figli partecipano alle attività di Società che hanno chiesto di entrare in un elenco che l’Amministrazione mette a disposizione delle famiglie stesse.

Anche in questo caso l’Amministrazione ha completamente rinunciato al proprio ruolo, lasciando la  gestione e l’ organizzazione delle attività, in mano a privati che semplicemente per aver dichiarato che avrebbero fatto alcune cose, hanno avuto pubblicità gratuita da parte del Comune.

Decisione discutibile che non garantisce nè la qualità dei servizi offerti nè l’impiego di personale adeguato richiesti dal regolamento. Ci dica l’Amministrazione quali e quanti controlli ha fatto l’anno passato.

Vorrei ora analizzare il capitolo partecipate.

Innanzi tutto parliamo della Geal. Il Sindaco quando mi sono permessa, in Consiglio, di chiedere che fossero messe in campo tutte le azioni perchè fosse rispettato l’esito del referendum per la ripubblicizzazione del servizio idrico, mi ha letteralmente aggredito.

Bene io rivendico quella posizione e ribadisco che è la nostra Amministrazione che non rispetta il volere dei cittadini e che non ha fatto niente per rispettare quel volere, anzi elogiando sperticatamente la bontà della gestione attuale.

Il Sindaco, insieme con gli Amministratori di Geal, in quella riunione ha rivendicato i costi più bassi in Toscana del nostro servizio. Questo è vero, ma sapete perchè? Perchè le città toscane, secondo un dossier redatto da Cittadinanzattiva nel 2015, si confermano come quelle più care su tutto il territorio nazionale: ben nove delle dieci città più costose sono capoluoghi toscani. Il costo dell’acqua in Toscana ammontava nel 2015 a 590 euro rispetto al 376 euro di media nazionale, con un incremento del 12,2 % rispetto all’anno precedente.

Facile quindi dire che a Lucca si paga meno che in altre città della Toscana. Si sa: nel mondo dei ciechi l’orbo è re. Facciamo un raffronto con altre città fuori della Toscana e i conti cambiano. Infatti la spesa nel 2015 a Lucca è stata quantificata in 400 euro con un aumento del 98% rispetto al 2007.

Inoltre la rete fognaria ancora non è stata completata e, cosa ancora più grave, in molte zone non arriva l’acquedotto.

 

Per quello che riguarda la Gesam molto è stato detto in questi mesi.  Rimane il fatto che l’Amministrazione, nonostante la legge non lo permetta continua a voler perseguire la scissione asimmetrica, interpretando a modo proprio le disposizioni normative. Infatti l’Anac nel suo  parere, ha detto che l’operazione di scissione asimmetrica di Gesam spa (praticamente un regalo a Toscana Energia) non si può fare, perché violerebbe la legge che richiede che l’alienazione delle partecipazioni, anche nel caso della Gesam, che non opera soltanto nel settore della distribuzione del gas, debba avvenire ‘mediante procedure ad evidenza pubblica’.

“L’Anac ha comunque precisato che la norma che impedisce oggi la scissione asimmetrica verrà abolita dal cosiddetto decreto Madia e sostituita da una nuova disciplina, che l’amministrazione sarà tenuta ad applicare. Ma il decreto Madia, all’aricolo 10, conferma, per tutte le amministrazioni pubbliche, che le alienazioni delle loro partecipazioni debbano avvenire mediante procedure ad evidenza pubblica, nel rispetto, infatti, dei ‘principi di pubblicità, trasparenza e non discriminazione’. Permette soltanto, in casi eccezionali, di poter ricorrere ad una negoziazione diretta con un acquirente quando il Consiglio comunale attesti la convenienza economica dell’operazione ‘con particolare riferimento alla congruità del prezzo di vendita’: una formulazione che esclude in modo assoluto la possibilità di potere effettuare la ‘scissione asimmetrica’, che si caratterizza proprio per il fatto di non essere una vendita, né dunque di avere un prezzo di vendita.

Altra questione riguarda l’Opera delle Mura e la gestione delle casermette. Ne abbiamo parlato in un consiglio appositamente richiesto per fare chiarezza su tutte le operazioni che gravitano intorno alle casermette, ma a nessuna domanda è stata fornita risposta. L’Amministrazione continua a ripetere che il bando era necessario per fare chiarezza e mettere sul pulito la questione assegnazione. Beh, di chiaro non c’è proprio nulla.

Non è chiaro se le associazioni che hanno avuto in assegnazione le casermette siano tutte in regola con i pagamenti, non è chiaro perchè in alcune si svolgano attività  commerciali, anche se il bando tassativamente lo vieta, e l’unica deroga era stata concessa, dalla Sovrintendenza, ad Arti e mestieri purchè fosse un’attività solo saltuaria. Questo vincolo ha fatto sì, fra l’altro, che la suddetta associazione rinunciasse all’assegnazione. Ora pare che quella casermetta sia stata assegnata ad altri, che nemmeno avevano partecipato al bando. Se questa notizia è vera è grave. Con quali criteri sarebbe stata assegnata? C’era un bando, se esaurita la graduatoria si doveva indire un nuovo bando per permettere a chiunque di poter partecipare, senza considerare che a quella casermetta si sapeva bene che c’era qualcun altro  interessato, ad esempio l’associazione che senza spiegazioni plausibili era stata esclusa in prima istanza. E’ questo il modo di fare chiarezza? Fra l’altro, cosa minima rispetto ad altre, il bando prevede tassativamente l’apposizione di un cartello che segnali l’uso gratuito dei servizi igienici. Bene, solo due casermette hanno un minicartello, ma almeno ce l’hanno, e le altre no. Nemmeno le cose più banali e semplici si riesce a far rispettare. Noi vogliamo che le casermette siano utilizzate il più possibile, ma nel rispetto di regole certe, a tutela di chi le occupa e del valore del monumento. Se in una casermetta si fa attività di vendita, un semplice controllo della Finanza potrebbe causare guai a chi la esercita e l’Amministrazione ne sarebbe la sola responsabile.

Vorrei inoltre segnalare che, mi hanno detto, che al ristoro del Pellegrino le docce non sono utilizzabili. Perchè?

Ci sono altre questioni che magari può sembrare esulino da una questione di bilancio, ma poichè rivestono soldi spesi penso sia bene parlarne.

Innanzi tutto il Piano del traffico di cui ci si vanta come di una conquista di questa Amministrazione. Ho segnalato più volte che per come è stato fatto è perfettamente inutile perchè, ad esempio,  la perimetrazione del centro abitato, riportata nel Piano risale a una delibera del 1999 su cartografia del 1995. Da allora in poi, il centro abitato si è notevolmente espanso, pensiamo solo a tutta la zona limitrofa all’ospedale nuovo,  e  il Piano non ne tiene conto. Per questo motivo zone ampiamente urbanizzate, al di fuori del perimetro,  non potranno godere delle tutele previste per i centri abitati, come la  presenza di marciapiedi,  la riduzione della velocità e l’illuminazione, con grave rischio per la sicurezza dei cittadini. Lo si doveva fare, anzi si era già in ritardo,  ma si sono buttati via dei soldi, visto che nel momento in cui nasceva, era già superato.

E il sottopasso di Via Ingrellini? La parte ciclopedonale la si è dovuta adeguare perché non conforme alla normativa. Chi ha pagato, visto che nessun cartello chiariva  che tipo di intervento si andava a fare e ad opera di chi. In ogni caso altro spreco di soldi. Senza considerare, e lo ripeto da un bel po’, che manca la segnaletica, sia riguardo al limite di velocità (obbligatorio viste le caratteristiche della pendenza) ma  non è nemmeno segnalata la pista ciclabile, né vi è un attraversamento per raggiungerla, e, venendo da San Concordio, siamo proprio all’imbocco del sottopasso.

Per quanto riguarda i progetti dei quartieri social devo segnalare il mancato ascolto e coinvolgimento dei cittadini. E’ stato così sicuramente per San Vito dove gli abitanti del quartiere in Piazza Ariosto ancora non sanno che fine faranno quando le loro case saranno abbattute, ma che non sapevano bnemmeno che lo sarebbero state; è stato così a san Concordio dove io ho assistito personalmente alla riunione in cui veniva preannunciata l’ipotesi di aderire al progetto nazionale. Le proposte che sono uscite dall’assemblea non le ritroviamo assolutamente nel progetto definitivo. C’era solo un esponente del PD che lasciò una nota a nome del circolo della zona e quelle richieste, sì, sono state prese in considerazione.

Per quello che riguarda Sant’Anna ammetto di non aver seguito il percorso, sicuramente mi chiedo se quelo che si va a realizzare risponda effettivamente ai bisogni del quartiere.

Perchè una cosa che contesto profondamente nel modo di operare di questa Amministrazione è il fatto che i progetti di riqualificazione, non fossero già  presenti nel programma, per cui si sono ricercati fondi per realizzarli. Al contrario , l’Amministrazione una volta venuta a conoscenza che c’era la possibilità di attingere a dei finanziamenti, ha elaborato progetti ad hoc per ottenerli. E’ sbagliato cercare finanziamenti. Certo che no, ma non si dovrebbero adattare i progetti a qualcosa che altri propongono, ma ricercare finanziamenti per progetti propri, inseriti in un quadro generale perché altrimenti  si rischia di snaturare completamento un territorio.

Una parola anche sulle pratiche urbanistiche  approvate negli ultimi Consigli.  L’Amministrazione si è data un gran da fare ad approvare pratiche urbanistiche puntuali, alcune delle quali, a nostro parere, anche non conformi ai regolamenti vigenti, contravvenendo al principio tanto sbandierato che non avrebbe mai fatto una politica contrattata. Purtroppo così non è stato ed io voglio denunciare le pratiche anomale: variante di Antraccoli, convenzione con la Fondazione Cassa di Risparmio per la via Brunero Paoli, convenzione di Via Marti. Tutte portate in Consiglio nelle ultime settimane.

Un’ultima annotazione generale sulla trasparenza e sulla partecipazione.

Questa amministrazione si è contraddista per l’assoluta mancanza di trasparenza; raramente si è risposto alle interrogazioni, con difficoltà e qualche volta mai  i consiglieri hanno avuto accesso agli atti richiesti. I cittadini sono stati coinvolti in forme di pseudopartecipazione, e quello che emergeva dagli incontri raramente veniva rispettato.

Io penso che la forma sia  importante quanto il contenuto, le pratiche significative quanto i programmi, i comportamenti quanto i documenti.

Per questo considero in maniera completamente negativa il bilancio di questa Amministrazione

Roberta Bianchi

Consigliera Comunale Federazione della Sinistra

Comune di Lucca

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