Comunicato Stampa sulla Ex Manifattura

La ex manifattura è un bene culturale importante per la città, nonché luogo simbolo identitario della città stessa. Avremmo voluto che la questione della sua destinazione fosse affrontata in maniera più trasparente e condivisa.  Purtroppo così non è, e non è stato.  Non serve che il Sindaco, l’Assessore,  vari esponenti del PD si lancino in accuse contro chi, legittimamente, solleva dei dubbi sulla correttezza degli atti o sull’ opportunità dell’operazione, cercando di spostare l’attenzione sul piano della mera contrapposizione politica.   Se ci sono stati tanti interventi, è evidente che le cose non sono chiare e i cittadini vorrebbero che l’Amministrazione, anziché lanciarsi in filippiche, mettersi in cattedra e pontificare, limitarsi a definire detrattori e mestatori tutti coloro che si sono dichiarati contrari al progetto o hanno sollevato dubbi, finalmente fornisse spiegazioni esaurienti.  C’è in gioco il futuro di una parte importante della città.  Per quanto ci riguarda vorremmo che il Sindaco chiarisse un ulteriore aspetto.  Il 27 novembre 2019 fu adottata una variante urbanistica che consentiva l’autorizzazione di operare sulla ex manifattura con un intervento diretto, in contrasto con le leggi urbanistiche vigenti che prevedono un piano attuativo.  A settembre 2020 la svolta: si torna al piano attuativo. Benissimo, perché così non solo viene rispettata la normativa, ma i cittadini potranno fare le proprie osservazioni, in merito al progetto di riqualificazione. In una  nota  dell’Amministrazione a giustificazione del ripensamento, leggiamo: “Il motivo è da ricercare in una questione tecnica: (citiamo testualmente)  si cerca di superare le prescrizioni a suo tempo recapitate al Comune dalla Soprintendenza, che ricordava impossibili per la riqualificazione, le destinazioni residenziali e ricettive.”   Noi ci chiediamo, e chiediamo all’Amministrazione:  su quali basi  le Belle arti dovrebbero modificare  queste prescrizioni?Non serve ricordare che la ex Manifattura è classificata  come  bene culturale e in quanto tale è soggetta a vincoli relativamente alle funzioni da attribuire, che devono essere di pubblica utilità e destinate ad una funzione collettiva.  Non crediamo proprio che la Sovrintendenza possa ignorare tali disposizioni, senza motivazioni più che valide. 

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Una risposta

  1. purtroppo siamo agli atti finali. La manifattura verrà venduta a € 182 al mq alla Fondazione che la girerà ad una società milanese con il socio di maggioranza del Qatar. Con cessione di diritti su parcheggi, viabilità e baluardo S.Paolino per i prossimi 50 anni. Un furto ai lucchesi. Pari pari a quello che è stat fatto con il S.Luca.
    Come giornale, sono impegnato in prima persona in questa battaglia assieme a tanti professionisti e associazioni (Legambiente Lucca, Italia Nostra sez.ne di Lucca e Rete dei Comitati per la difesa del territorio). Non sarebbe male se anche Voi partecipaste, o quantomeno rimaneste informati, su ciò che ci stanno rubando. Sentite, se non siete informati completamente, qualcuna delle associazioni sopra dette che conoscete e di cui avete fiducia. E intervenite. Magari inviatemi pure i vostri comunicati (anche di altri argomenti) che pubblicherò puntualmente.. E’ importante per Lucca.

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