Sulle dimissioni Quilici-Ciacci al Comune di Capannori

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Riceviamo dal Compagno Giuseppe Matteucci una breve nota sulle vicende politiche di Capannori che hanno visto le dimissioni degli Assessori Leana Quilici ed Alessio Ciacci:

“Premetto che il mio intervento è personale, dato che appartenendo a Rifondazione Comunista, come iscritto del Comune di Capannori, sono anche parte integrante di Sinistra per Capannori. Ho partecipato al dibattito interno che ha portato alla decisione delle dimissioni dei due assessori, che sono da me condivise.
Mi preme invece mettere in evidenza due aspetti della vicenda, che sono uno la conseguenza dell’altro.
Il primo aspetto è che ci troviamo, ormai da anni, con una legge elettorale pessima che non elegge un sindaco ma di fatto elegge un “podestà”.
Praticamente l’elezione diretta, con questa legge, assegna al sindaco pressoché poter assoluti: nomina la “giunta” e interviene direttamente nelle nomine esterne: (società partecipate ecc.). Quando poi a questo potere personale assoluto si aggiunge anche una certa dose di egocentrismo la partita è chiusa. Si vanno a nominare tanti piccoli “marchesi del grillo” (il quale diceva nel famoso film con Alberto Sordi: “io sono io e voi non siete un cazzo”). Il secondo aspetto sono le dimissioni degli assessori Leana Quilici e Alessio Ciacci. Sono una conseguenza del primo aspetto, determinate da una serie infinita di tante situazioni alla marchese del grillo.
Se qualcuno ha creduto che la “dignità” e la “coerenza” non fossero più qualità di questo mondo deve ricredersi: c’è qualcuno che la dignità e la coerenza ce l’ha ancora.
Ti trovi a leggere paginate di giornali in cui, ad esempio Eugenio Baronti, spara sentenze in particolare su Alessio Ciacci, affermando che “le dimissioni sono una cosa inutile”. Perché, il non darle a chi sarebbe stato utile? Capisco perfettamente che Baronti non condivida chi ha scelto di lasciare il proprio incarico mettendosi in discussione ad un anno dalle prossime elezioni amministrative.
Il fatto che ci siano persone che non sono appiccicate alla propria poltrona, in questi tempi amari, ci lascia sperare per il futuro, che tutto non sia perduto, forse da Capannori potrà partire la riscossa di chi al primo posto mette la coerenza e la dignità e non il proprio “io”, al di là di ogni appartenenza politica.”
Giuseppe Matteucci

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