Rifondazione Comunista interviene sul progetto “Strada di Botri e rilancia:”Estendere la Riserva Naturale fino al Torrente Scesta”

“Ancora una volta ha vinto l’arroganza della politica, quella politica insensibile all’ambiente, al patrimonio storico culturale, irrispettosa delle volontà dei cittadini, che col falso pretesto di una strada per l’antincendio ha voluto realizzare una strada per il disboscamento in un’area a più alto pregio di tutto l’Appennino settentrionale”. Così Roberto Balatri, responsabile ambiente di Rifondazione Comunista e Giulio Strambi, segretario della Federazione di Lucca del Prc ribadiscono la propria contrarietà alla strada di Botri.

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“Lo stravolgere quello che è stato l’antico Sentiero dei Carbonai, una mulattiera, non certo una strada, utilizzato dai partigiani della XXI Zona, oltre che un’offesa all’ambiente è un’offesa a tutti quegli eroi che hanno dato la vita per la nostra Liberazione, è un’offesa a tutti color che si riconoscono in tali valori – dicono ancora -. È vero, che il comune di Bagni di Lucca è ad alto rischio di incendi boschivi, ma è anche vero che nell’area dove si è voluta costruire forzatamente quella strada antincendio, negli ultimi 40 anni vi se ne è sviluppato uno solo, per accertarsene basta consultare il sito della Regione Toscana e si vedrebbe che le aree dove vi è necessità di piste antincendio sono ben altre e ne sono sfornite. Inoltre l’area in oggetto ha esposizione orografica verso est, caratterizzata pertanto da elevati tassi di umidità e da scarsa vegetazione del sottobosco e pertanto a basso rischio incendio, mentre prevalentemente gli incendi, per ovvie ragioni, si sviluppano nei versanti esposti a sud ed a ovest”.

“Dietro questo falso pretesto si nasconde la vera volontà, quella di costruire una strada per il taglio del bosco, un primo avamposto per in futuro prolungarla alla vallata sinistra del Solco Grande, per disboscare tutta quanta la vallata compresa nello spartiacque del Rio Pelago, tra l’Alpe Tre Potenze e la Riserva Naturale dell’Orrido di Botri – proseguono -. Fatta per tagliare quei boschi demaniali del comune di Bagni di Lucca, ma proprio perché demaniali appartengono al bene comune collettivo: paesaggistico, storico e culturale e non colturale da mettere a reddito. Faggete che oltretutto il parere del Raggruppamento carabinieri biodiversità di Lucca ha consigliato di mantenere ad
evoluzione naturale. I primi ottocento metri di strada sono ormai stati realizzati, calpestando la volontà dell’Anpi, di associazioni culturali, sindacali e ambientaliste, con strafottenza ed arroganza, senza nessun confronto”.

“Come Rifondazione Comunista ci dissociamo da tale politica. La ricchezza ambientale, storica e culturale, ricca di biodiversità che contraddistingue quella parte di Appennino deve essere salvaguardata strenuamente e pertanto come Rifondazione Comunista proponiamo un ampliamento della Riserva naturale dell’Orrido di Botri estendendola a tutto lo spartiacque del Rio Pelago, tra l’attuale riserva e l’Alpe Tre Potenze – concludono -. Ma, in considerazione che i monti di Bagni di Lucca sono stati la sede, in località Rafanella, del comando partigiano dell’XXI Zona vogliamo andare oltre e proponiamo di estendere la riserva naturale sino al Torrente Scesta, facendo diventare tutta quell’area il primo ‘Parco storico naturale della Resistenza’. Dove cultura e storia, in un ambiente incontaminato, consegneranno alle memorie future i valori che hanno contribuito alla nascita della nostra Repubblica con la Liberazione dal nazi-fascismo”.

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